I tesori sommersi di Reggio Calabria: la nuova frontiera dell’archeologia subacquea

I tesori sommersi di Reggio Calabria: la nuova frontiera dell’archeologia subacquea!  I fondali della costa tirrenica reggina sono tutti differenti tra loro data la diversa morfologia e le diverse correnti. Ma ciò che colpisce è la grande varietà della fauna e flora, che varia in base alla profondità. Lo stretto di Messina divide il continente dalla Sicilia sprofondando negli abissi, il rimescolamento delle correnti di profondità con quelle più in superficie crea un sistema biologico che non ha eguali al mondo, capita spesso di vedere sulla riva pesci degli abissi privi di vita.

fondali di reggio calabria 2I fondali della costa Ionica digradano più dolcemente rispetto a quelli della costa tirrenica e sono prevalentemente sabbiosi. Si tratta di fondali dove è possibile scoprire interessanti relitti infatti il basso Jonio è noto per l’alta concentrazione di relitti: navi militari e commerciali affondate durante le guerre. Tra questi il più visitato è quello del Piroscafo Pasubio, lungo 90 metri che sitrova a 44 metri di profondita sui fondali di Roccella Jonica.

Da Reggio a Capo d’Armi, quindi sullo Stretto di Messina si riscontrano profondità importanti, alla latitudine di Pellaro il fondale raggiunge i 1200 metri, fino a 2000 metri nella congiungente ideale di Capo Taormina. La profondità minore si rileva nel punto di minore distanza tra la Calabria e la Sicilia, tra Ganzirri (Sicilia) e Punta Pezzo(Calabria), 115 metri.

Questa geomorfologia dà origini allo spostamento di grandi masse d’acqua che possono raggiu8ngere i 12 Km/h. Le correnti dello Strettosono più forti quanto maggiore è il dislivello tra lo Jonio ed il Tirreno, quindi ogni sei ore le forti correnti di marea spostano le grandi masse d’acqua dallo Jonio al Tirreno invertendo il senso da nord a sud per quattro volte al giorno. In questo modo le correnti trasscinano dalle profondità vite marine che vengono gettate sulla spiaggia tra Pezzo e Cannitello. Durante il Novilunio (periodo in cui la luna è completamente invisibile) lo spostamentol delle acqui avviene in senso verticale, quindi tutti quegli organismi marini vengono spostati verso la superficie nel punto più stretto, cioà tra Pezzo e Cannitello. I pesci di profondità in questo modo si depositano sulle nostre spiagge permettendo così di poterli osservare più da vicino.

Uno dei pesci che è possibile vedere si a a grandi profondità sia in basso fondale è il pesce Trombetta, il nome è dovuto alla particolare forma allungata del muso che gli serve per catturare piccoli crostacei, uova di altri pesci e polipi dei coralli. Lo stretto di Messina affascina per l’enorme biodiversità che lo caratterizza, molte le specie di invertebrati bentonici e celenterati come Attinie, Madrepore e Coralli.

I fondali di Scilla sono vere e proprie foreste di orgonie gialle e rosse e ospitano varie specie bentoniche. Sotto il castello Ruffo di Scilla si trova una delle 10 secche più belle d’Italia, arrivano da ogni parte per vedere la bellezza di questa franata composta da grandi massi e sabbia ricoperti da fitti rami di gorgonia.

I fondali di Reggio Calabria sono inoltre molto popolati da specie ittiche di notevole interesse: Saraghi, Dentici, Cernie, Castagnole,Ricciole , Pesce San Pietro, Murene.

Nelle profondità delle stretto vive lo squalo Capopiatto, una specie innocua per l’uomo. Raggiunge i 5 metri e si nutre di grossi pesci, calamari e a volte anche di pesci spada e preferisca cacciare di notte. Popola i fondali profondi e raramente lo si incontra in superficie. Non si ha notizia di attacchi da parte di questo tipo di squalo chiamato in Calabria anche Pesce Vacca.

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