Straordinario ritrovamento in Sila: un elefante preistorico sommerso nel lago Cecita [VIDEO]

Straordinario ritrovamento in Sila: un elefante preistorico sommerso nel lago Cecita! Nel novembre dello scorso anno l’altopiano calabrese della Sila Grande è finito sotto i riflettori per lo straordinario ritrovamento dei resti di un Elephas antiquusossia di un esemplare di elefante – il più grande mai esistito sul nostro pianeta – appartenente a una razza vissuta per centinaia di migliaia di anni (dai 700 mila ai 40 mila anni fa) in un’area che va dal Nord Europa fino alle sponde del Mediterraneo.

A farne una scoperta fuori dall’ordinario è non solo il fatto di essere la prima del genere in questa parte del territorio regionale, ma anche lo stato di conservazione dello scheletro, pressoché intero e in parziale connessione anatomica: accade infatti con maggiore frequenza che si rinvengano porzioni di zanne e molari isolati e molto più raramente crani e scheletri completi. 

LO STUDIO SCIENTIFICO

La datazione esatta sarà stabilita a seguito di un attento studio dei reperti, mentre circa le cause della morte, a una prima ricostruzione, sembrerebbero essere state del tutto naturali non risultando al momento tracce che suggeriscano una concomitante presenza di cacciatori.

La scoperta, avvenuta casualmente nei confini del Parco Nazionale della Sila durante una ricognizione archeologica sulle sponde del Lago Cecita, in località Campo San Lorenzo, nel Comune di Spezzano della Sila (Cosenza), è stata resa possibile dalla siccità che la scorsa estate ha provocato un forte abbassamento del livello dell’acqua determinando l’emersione di ampie zone del fondale lacustre.

Su questa scoperta, negli ultimi giorni, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, ha pubblicato una breve e suggestiva videocronaca delle operazioni di recupero dei resti paleontologici  eseguite da un team multidisciplinare.

I reperti attualmente si trovano a Campobasso, presso l’Università del Molise, dove saranno restaurati in un laboratorio specializzato in vista del loro rientro in Calabria e della loro esposizione al pubblico.

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